Il DL 179/2026 entra in vigore il 23 ottobre e adegua le norme italiane al regolamento europeo sull’intelligenza artificiale, l’​AI Act

Il decreto legislativo 7 ottobre 2026, n. 179 entra in vigore oggi, 23 ottobre 2026. Adegua le norme italiane al regolamento europeo sull’intelligenza artificiale, l’​AI Act, e definisce come saranno organizzati i controlli nazionali e come l’IA potrà essere usata in ambiti come lavoro, formazione e professioni.

Le novità più rilevanti, in concreto:

  • Decisioni sul lavoro: le decisioni definitive su assunzioni, modifiche o cessazioni del rapporto, sanzioni disciplinari e valutazioni delle prestazioni non possono essere affidate esclusivamente a un sistema automatizzato: deve intervenire una persona con un potere effettivo e autonomo.
  • Salute e sicurezza: se l’IA incide sull’organizzazione, sui ritmi o sulle modalità di lavoro, o su decisioni importanti per la sicurezza, il suo impiego va considerato nella valutazione dei rischi; i lavoratori devono ricevere informazioni e formazione sui rischi specifici.
  • Controlli e sanzioni: il decreto assegna ruoli di vigilanza e coordinamento alle autorità nazionali e prevede sanzioni per alcune violazioni dell’AI Act.
  • Formazione: introduce misure per sviluppare competenze sull’IA, anche nell’aggiornamento professionale e in ambito sanitario; alcuni dettagli dovranno essere definiti con successivi atti.

È un atto importante perché traduce in regole nazionali l’applicazione dell’AI Act e chiarisce tutele e responsabilità, soprattutto quando l’IA influenza decisioni che riguardano lavoratori e sicurezza. Per imprese e datori di lavoro, il passaggio pratico è verificare dove vengono usati sistemi di IA e se il loro impiego richieda aggiornamenti della valutazione dei rischi e della formazione.

Dal 23 ottobre 2026, l’articolo 42 del D.Lgs. 179/2026 richiede di considerare nella valutazione dei rischi i sistemi di IA quando incidono sull’organizzazione del lavoro, sui ritmi produttivi, sulle modalità di svolgimento della prestazione o su decisioni rilevanti per la sicurezza. Se da questa valutazione emerge un rischio pertinente, il DVR dovrà essere aggiornato per rifletterlo e indicare le relative misure di prevenzione. tomshw.it

In pratica, il datore di lavoro dovrebbe censire gli strumenti di IA effettivamente usati, valutare come influiscono sui compiti e sulle condizioni di lavoro e coinvolgere le figure della sicurezza aziendale nella revisione. Dovrà inoltre informare e formare i lavoratori sui rischi specifici e sulle misure adottate. Il decreto non prevede un aggiornamento automatico del DVR per ogni chatbot né indica, nell’articolo 42, una scadenza distinta o sanzioni proprie: conta la valutazione concreta dei rischi e l’obbligo generale di tenere il DVR adeguato ai rischi presenti.

Leggi anche: Legge 23 settembre 2025, n.132 – Disposizioni e deleghe al Governo in materia di intelligenza artificiale.


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